Avv. Valentina Sandroni
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Il metodo delle 5W per la 231
Cinque domande per capire se la tua azienda governa davvero il rischio
Il modello 231 non è solo un documento da adottare e archiviare.
È, prima di tutto, un metodo per leggere l'organizzazione dell'impresa, individuare i rischi e verificare se esistono ruoli, controlli e responsabilità realmente adeguati a prevenirli.
Per questo ho scelto di applicare al tema 231 una regola semplice e immediata: quella delle 5W .
Chi, cosa, quando, dove, perché.
In italiano: chi, cosa, quando, dove e perché .
Cinque domande essenziali per capire se, dentro l'azienda, il rischio è davvero governato oppure se resta affidato all'esperienza, alla buona volontà o alla memoria delle singole persone.
Questa pagina nasce per accompagnare una serie di contenuti dedicati alle imprese medio-piccole, agli amministratori, agli imprenditori e ai professionisti che le affiancano.
L'obiettivo non è proporre formule standard o modelli preconfezionati.
Ogni impresa ha la propria storia, la propria struttura, il proprio settore, i propri processi ei propri rischi. Proprio per questo, prima ancora di parlare di Modello 231, è utile imparare a porsi le domande giuste.
Le 5W servono a questo: offrire una prima chiave di lettura, semplice ma concreta, per capire se l'organizzazione è presidiata o se ci sono aree che meritano un approfondimento.
Nelle organizzazioni aziendali, anche medio-piccole, non basta sapere che un'attività viene svolta.
primo anno di educazione
chi ha il compito di presidiare un determinato rischio;
cosa deve fare concretamente;
quando deve attivarsi;
dove si colloca quel controllo nel processo aziendale;
perché quel presidio è necessario.
Sono semplici domande solo in apparenza.
In realtà, consentono di verificare alcuni aspetti centrali dell'organizzazione aziendale: deleghe, procure, poteri decisionali, competenze tecniche, flussi informativi, tracciabilità delle decisioni e controlli interni.
Ed è proprio questo il cuore della cultura della compliance e del Modello 231: non moltiplicare carta, ma aiutare l'impresa a leggere cosa accade al proprio interno, dove si annidano i rischi e quali strumenti servono per prevenirli.
Chi presidia quel rischio?
È chiaro chi può decidere, autorizzare, controllare, segnalare o intervenire?
I ruoli sono definiti solo formalmente o corrispondono davvero a ciò che accade in azienda?
Cosa deve fare concretamente?
Esistono procedure, istruzioni operative, controlli, autorizzazioni o verifiche?
Le persone coinvolte sanno quali comportamenti sono richiesti e quali passaggi devono essere rispettati?
Quando deve attivare il presidio?
Il controllo interviene prima della decisione, durante il processo o solo dopo che il problema è emerso?
Ci sono cadenze, soglie, segnali di allarme o momenti in cui è necessario coinvolgere altre funzioni?
Dove si colloca il controllo?
In quale fase del processo aziendale può nascere il rischio?
Il presidio è collocato nel punto giusto o resta troppo lontano dall'attività concreta?
Perché quel presidio è necessario?
Servire a prevenire un reato?
A evitare decisioni opache?
A garantire la tracciabilità?
Proteggere l'impresa, le persone, la continuità aziendale e la reputazione?
Il metodo delle 5W sarà applicato progressivamente ad alcuni ambiti centrali della responsabilità 231, con un taglio diretto alle imprese medio-piccole.
Chi decide davvero in azienda?
Deleghe, procure, ruoli, poteri di spesa, autorizzazioni e tracciabilità delle decisioni.
Checklist disponibile
Chi presidia concretamente il rischio sicurezza?
DVR, formazione, preposti, manutenzioni, appalti, controlli operativi e segnalazioni.
Checklist disponibile
Chi controlla autorizzazioni, rifiuti, scarichi, emissioni e adempimenti ambientali?
Il rischio ambientale è presidiato solo dal consulente esterno o anche dall'organizzazione interna?
Checklist disponibile
Chi verifica rapporti con pubblica amministrazione, consulenti, intermediari, omaggi, sponsorizzazioni e pagamenti anomali?
Checklist disponibile
Chi controlla i processi fiscali sensibili?
Fatture, fornitori, pagamenti, note credito, crediti d'imposta, operazioni infragruppo e rapporti con il consulente fiscale.
Checklist disponibile
Chi verifica fornitori, cooperativa, appalti, subappalti e condizioni di lavoro lungo la filiera?
Il rischio non riguarda solo chi sfrutta direttamente manodopera irregolare, ma anche chi affida attività a soggetti non adeguatamente controllati.
Checklist disponibile
Le checklist non servono a “fare da soli” un Modello 231.
Servono a fare una prima autovalutazione della propria organizzazione, individuando eventuali aree deboli o non sufficientemente presidiate.
Per ogni ambito troverai domande pratiche che aiutano a verificare:
Se a molte domande la risposta è “non so”, “dipende dalla persona” o “lo facciamo così, ma non è scritto da nessuna parte”, può essere opportuno approfondire il tema.
Le checklist sono pensate per:
Una checklist non può sostituire un'analisi professionale della singola realtà aziendale.
Può però far emergere segnali importanti.
Ad esempio, può essere utile approfondire se:
In questi casi, il tema non è solo giuridico. È organizzativo.
Un Modello 231 efficace non nasce da documenti standard.
Nasce dalla capacità di leggere l'impresa per quella che è: processi, persone, responsabilità, poteri, controlli e rischi concreti.
Le 5W sono un modo semplice per iniziare questa verifica.
Chi fa cosa, quando, dove e perché?
Se l'azienda sa rispondere, il rischio è almeno visibile.
Se non sa rispondere, il rischio probabilmente esiste già, ma non è ancora governato.
Se dalla compilazione delle checklist emergono dubbi, risposte incerte o aree non presidiate, può essere utile un primo confronto per valutare se e come approfondire il tema 231 nella tua realtà aziendale.
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Governance 231
Sicurezza 231
Ambiente 231
Anticorruzione 231
Reati fiscali 231
Le checklist hanno finalità informativa e di prima autovalutazione.
Non sostituiscono un'analisi legale, organizzativa o tecnica della singola realtà aziendale, né costituiscono parere professionale.